Orientation day

Uno dei weekend più belli della mia vita. Il dilemma è scegliere se fare un post schematico descrivendo tutte le singole cose che ho fatto o cercare di descrivervi questi due giorni col cuore e farvi provare ogni singola mia emozione…

Uno dei weekend più belli della mia vita. Travolgente, emozionante, commovente sono le parole giuste per descrivere questi due giorni. Ma anche se vi sembrerà strano aggiungo leggermente triste e malinconico.
Parto sabato mattina emozionato come non mai sapendo che nel giro di poche ore sarei arrivato a Roma, la città più bella d’Italia, la città eterna. Solo quando sai di dover lasciare l’Italia ti accorgi di quanto bella sia la nostra penisola. Nel giro di poche ore avrei incontrato una miriade di persone con cui avevo rapporti solo tramite una fredda chat di what’s app. Arrivo a Roma per ora di pranzo. Mi dirigo al mio hotel e incontro Mirco. Nel più breve tempo possibile iniziamo la nostra avventura romana. Andiamo al McDonald per prepararci fisiologicamente a questa lunga e intensa giornata. Dopo prendiamo la metro e ci dirigiamo a “Piazza di Spagna” dove incontriamo Ludovica, Isabella e Albe. Vedere persone che hai conosciuto tramite una chat è qualcosa di stranissimo ma allo stesso tempo una sorta di vittoria perché vuol dire che si è riusciti a vincere la distanza. Felicità, commozione. Dopo, un po’ di sano shopping e un bel caffè in via del corso. Felicità, commozione. In fretta e furia io e Mirco torniamo in hotel per prepararci ad andare a Trastevere la sera. Trastevere è un quartiere mozzafiato, mi ha trasmesso tantissima felicità e la cena con gli exchangers è stata fantasica. Risate e divertimento hanno caratterizzato la serata. Qui ho conosciuto altri ragazzi di cui riconoscevo a stento il volto, visto dal profilo Facebook. Felicità, commozione. In seguito andiamo in una piazza piena di ragazzi dove ci si diverte moltissimo. Abbiamo aspettato altri ragazzi e ci siamo incontrati almeno in venti credo. Una delle sensazioni più strane e più belle della mia vita. I miei feelings impazzivano. Tutti mi hanno riconosciuto e io ho riconosciuti tutti. Gli abbracci, i sorrisi, le risate. Felicità, commozione. Il post-cena è stato qualcosa di spettacolare. Dalle 12:00 in poi puro divertimento. Piazza Trilussa, Beerland, Ponte Sisto, Castel Sant’Angelo, Piazza San Pietro. Questi i posti che hanno caratterizzato la nostra serata. Passeggiare per Roma di notte. La bellezza, la luce soft, il silenzio, gli amici. Non ci sono parole per descrivere quelle ore. Ci siamo seduti ad un bar e incontriamo due canadesi che studiavano in Italia con cui abbiamo parlato per un po’. Si erano fatte le 3:00 di notte e io e Mirco iniziamo la disperata ricerca di un taxi per tornare in hotel. Nel letto mi sono addormentato con due parole in testa: felicità, commozione. Il giorno dopo: l’Orientation. Ci hanno dato tantissime informazioni per di più pratiche che ora non starò a dirvi perché vi annoierei, ma se avete bisogno di una qualche informazione a riguardo non esitate a contattarmi. Ma non ci hanno solo parlato di cose pratiche. All’inizio Tommaso (un coordinator della nostra associazione) ci ha letteralmente buttati a terra. Ci ha detto le cose peggiori che potessero capitarci, le false aspettative e ciò che probabilmente non ci piacerà dell’America. Pensare al peggio per vivere meglio? Forse è una buona tattica. Comunque Tommaso finisce il discorso dicendo che nonostante avremo mille difficoltà, ciò che ci porteremo a casa dopo questa esperienza riuscirà a cancellare tutte le cose negative, che saranno in netta minoranza rispetto alle positive. Felicità, commozione, insicurezza. L’Orientation finisce. Dopo 7 lunghe ore possiamo tornare a casa. Devo salutare persone che molto probabilmente non vedrò più per il resto della mia vita, persone con cui condivido un’esperienza magnifica, con cui mi sono trovato bene fin da subito. Saluto tutti. Abbracci, sorrisi… Sorrisi tristi. Dopo queste due giornate ti si apre un nuovo mondo. Stai per toccare con mano l’America. Ti rendi conto che è sempre più vicina, è dietro l’angolo. Queste poche settimane alla partenza voleranno come non mai. Ti svegli da un sogno e inizi a percepire che tutto questo è reale. Stai per lasciare la tua famiglia, i tuoi amici, la tua VITA ITALIANA, per 10 mesi. Stai per lasciare tutto. La felicità ti esplode dentro, la malinconia e la tristezza cancellano ogni briciolo di felicità. Ma poi la felicità ritorna per poi scomparire lentamente di nuovo. Diventi lunatico. Molto lunatico. Troppo. Felicità, commozione, tristezza, malinconia.

 

 

Tu, futuro exchange student, lo so che sei rimasto un po’ impaurito dalla lettura di questo post. Ma queste sono le fasi “emotive” di un’exchange e se credi di essere pronto ad affrontarle, parti con sicurezza. Per qualsiasi dubbio o sfogo non esitare a contattarmi: clearmounth@icloud.com

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