Francesco in Indiana

Se volete leggere la scorsa intervista cliccate qui:  Claudia in Wisconsin

Francesco, 17 anni, Fishers (Indiana – USA), Exchange Student italiano proveniente da Torino con YouAbroad. Questo ragazzo, con cui sono in contatto, si trova a Fishers, una cittadina di 70’000 abitanti dell’Indiana vicina ad Indianapolis, e sta passando il suo quarto anno all’estero. Un ragazzo simpatico, affabile, divertente e soprattutto disponibile! Infatti mi ha concesso trenta minuti per fargli un’intervista sulla sua esperienza negli States. Un’intervista utile a me stesso e a tutti i futuri exchanges. Procediamo!

Ciao Francesco! Perché hai scelto l’anno?

Ciao Stefano! Inizialmente ero indeciso tra i sei mesi e l’anno ma ero comunque convinto di partire perché sicuramente è una grandissima esperienza non solo dal punto di vista scolastico ma anche di vita. Alla fine, comunque, ho scelto l’anno perché credo che sia più completo. Infatti fare sei mesi avrebbe voluto dire tornare a metà dell’esperienza. Con l’anno invece potrò fare cose che non avrei potuto fare in 6 mesi come il Ballo di fine anno o la Graduation.

La tua scuola ti permette di prendere la Graduation?

Si mi permette di prendere il diploma ma non ho ben capito se è un diploma come quello degli altri studenti o è una sorta di attestato per aver frequentato l’anno in quella scuola. Comunque mi permette di fare la cerimonia con tutti gli altri ragazzi.

Come ti trovi in famiglia?

La mia famiglia è molto gentile e mi tratta come se fossi loro figlio. Ho tre fratelli: una ragazza che ha la mia età, un ragazzo che è al primo anno di High School e una ragazza che va alla scuola media. I fratelli ormai mi trattano come uno di loro. La prima settimana è stata un po’ difficile perché c’era un po’ di vergogna nel chiedere qualcosa ma dopo si sono aperti con me e ormai siamo una bella famiglia.

Come ti trovi a scuola?

Credo che tutto dipenda da quanto tu sia aperto ad interagire con i ragazzi e soprattutto dai corsi che scegli. Devi assolutamente scegliere corsi che ti interessano perché altrimenti non riuscirai ad andare bene come gli altri studenti della classe. Infatti qui i ragazzi scelgono i corsi a cui sono interessati ed è certamente meglio perché fare una materia non perché si deve fare ma perché vuoi è certamente più piacevole. Di conseguenza la media del livello della classe è più alta rispetto alla nostra in Italia perché i ragazzi fanno ciò che piace loro.

Stando in America riesci a portare avanti qualcosa del programma italiano?

Dicendoti la verità NO! Qui la vita dei ragazzi è soprattutto incentrata sulla scuola. La scuola per loro è tutto. Infatti tutte le attività che scelgono di fare si svolgono a scuola. Fai uno sport? Lo fai con la scuola. Suoni uno strumento? Lo suoni in una band della scuola. Quindi passi la maggior parte del tuo tempo a scuola. A volte passo anche 12 ore: entro la mattina alle 7:00 e torno a casa alle 8:00 di sera. Quindi non ho tempo per niente! Comunque ho scelto delle materie che i miei amici stanno facendo in Italia come fisica, chimica, matematica cercando il corso in cui gli argomenti erano più simili ai programmi italiani. Inoltre ho dovuto scegliere materie che di solito gli exchanges students sono obbligati a fare come Inglese, Storia Americana (il primo semestre) e Diritto Americano (il secondo semestre). Infine ho anche scelto alcune materie che in Italia non avrei mai potuto fare come web design foto-giornalismo. Web design è davvero interessante perché crei pagine web imparando non solo a scrivere codici ma anche a cimentarti nella grafica. Se andiamo a considerare invece le attività pomeridiane che ho scelto bisogna dire che qui è tutto diviso tra autunno (da agosto fino a dicembre), inverno (da novembre-dicembre fino a marzo) e primavera (da marzo in poi). In autunno ho fatto calcio con la mia scuola. Anche se la squadra aveva già cominciato ad allenarsi quando sono arrivato mi sono integrato molto bene grazie al mio coach. Viveva in Germania e poi si è trasferito negli USA e quindi sapeva che lo sport aiuta anche i ragazzi di nazionalità diverse a conoscersi. Adesso ho deciso di prendere una pausa soprattutto di studio per poi ricominciare il calcio in primavera. Ma questa volta non lo faccio con la scuola perché lo fanno solo in Autunno bensì con il club del paese dove vivo.

Adesso parlaci degli amici. Hai stretto particolarmente con qualcuno?

Innanzitutto c’è da dire una cosa. Qui se non sei tu che ti apri e vai a parlare con la gente non sono loro a venire da te. Il primo mese a scuola sono tutti esaltati perché c’è un ragazzo italiano però poi se non sei tu ad esporti e chiedere di uscire non saranno mai loro a venire da te. Da agosto fino a novembre è molto più semplice incontrare gente nuova perché tutti i venerdì ci sono le partite di football. Infatti qui tutti aspettano con ansia il venerdì per fare confusione sugli spalti del campo. Poi davvero lì c’è tutta la scuola ed è bellissimo perché trovi tutti i ragazzi insieme non perché sono obbligati ma perché vogliono far confusione alla partita per sostenere la scuola. Adesso ho un paio di gruppi di amici anche se qui non è come in Italia che si ha il proprio gruppo di amici ma un giorno esco con loro e un altro giorno con altri. A volte esco con degli amici della mia classe di storia e altre volte con gli altri exchages students nelle vicinanze.

Invece dal punto di vista dell’amore è nato qualcosa lì?

Eh beh certo, non puoi stare con le mani in mano per un anno! Se vuoi fare questo programma è davvero difficile partire se hai già una relazione in Italia. Prima di partire dovresti chiudere tutto quello che hai in Italia altrimenti non te la godi l’esperienza. Dovresti venire qui non pensando a ciò che succede in Italia, abbandonando tutto e iniziando dal principio. Ho avuto una relazione con una ragazza della mia scuola ma adesso c’è la grande decisione: chi portare al ballo di fine anno, e adesso arriva il difficile!

Adesso parlaci delle festa Americane! Come le hai vissute?

Allora le feste religiose qui sono molto importanti perché la famiglia si riunisce al completo. Per esempio abbiamo fatto la vigilia di Natale con i parenti del padre e il giorno di Natale con i parenti della madre. Da questo punto di vista è molto simile al Natale italiano. Parlando del cibo devo dire che ce n’è davvero in abbondanza. Naturalmente qui il cibo è totalmente diverso e dovrete prepararvi perché sarà davvero un trauma. Anche il Ringraziamento è stato bellissimo e non me lo aspettavo così bello. C’è un sacco di cibo e devo dire che il tacchino del Ringraziamento è venerato. Qui lo comprano una settimana prima per prepararlo! Inoltre se sei vicino NY puoi vedere la parata che è davvero bellissima, e se non sei vicino comunque la trasmettono in tv. Anche nel giorno del Ringraziamento tutta la famiglia si riunisce e davvero ho apprezzato molto questo giorno di festa.

Quanta voglia hai di tornare in Italia? Ti mancano la tua famiglia e i tuoi amici?

Prima di partire tutti dicono che sono depressi e tristi quando si trovano qui, che hanno alti e bassi etc. Io credevo che questo non sarebbe accaduto invece devo confermarvi che accade! Anche a me qualche volta capita che mi manca la famiglia, mia sorella e i miei genitori. A volte vedendo i miei amici su Facebook che pubblicano foto delle serate in discoteca devo dire che questo mi manca. Qui il sabato sera lo passi con gli amici a casa loro, guardi i film, si sta tutti insieme però non vai a ballare e questo manca. In definitiva ci sono alti e bassi. Qui mi trovo bene soprattutto a scuola! La scuola è grandissima. Così grande che hanno dovuto mettere alcuni studenti in un’altra costruzione. Qui entro a scuola e mi sento come a casa e credo davvero che sarà un trauma tornare nella scuola italiana. Vorrei tornare per salutare mia madre, mio padre, mia sorella, fare qualche serata con gli amici, ma pensare al ritorno nella scuola italiana mi fa stare già male. In pratica tornerei in Italia per vivere il divertimento estivo italiano con gli amici ma a settembre vorrei tornare di nuovo qui!

L’esperienza si sta svolgendo nel modo in cui te l’aspettavi o in maniera totalmente diversa?

Riguardo alla scuola e agli amici esattamente come me l’aspettavo. Riguardo alla nostalgia di casa devo dire che non me l’aspettavo per niente.

A 7 mesi che ti trovi negli Stati Uniti come ritieni il tuo inglese?

Il mio inglese è migliorato moltissimo, non me l’aspettavo. Inizi a capire che il tuo inglese sta migliorando quando capisci le canzoni, quelle canzoni che in Italia dicevano bla bla bla ma che adesso hanno un senso. I film li capisco tranquillamente, la musica anche, a scuola non ho problemi. Invece il parlare è la cosa un po’ più lenta. Dopo uno o due mesi riesci tranquillamente a capire invece a parlare ci metti un po’ di più. Ma a sette mesi se parlo con qualcuno mi capiscono. Poi considerando che sono partito dall’Italia con un livello d’inglese prettamente scolastico credo di aver fatto enormi progressi. All’inizio mi sono un po’ scoraggiato quando ho sentito parlare exchanges students del nord europa, perché è arrivata la tedesca che sa inglese, francese, spagnolo e tedesco e parla inglese come se vivesse qui da anni. Se posso dare un consiglio bisogna parlare tanto con la famiglia, con gli amici e non bisogna essere chiusi perché questo aiuta moltissimo. Le prime settimane sono un po’ difficili ma bisogna considerare che nelle prime settimane non hai ancora scuola e quindi hai tempo per ambientarti e allenarti con la lingua.

Definisci la tua esperienza con una sola parola.

Interessante (sotto tutti i punti di vista).

Incoraggia i futuri exchanges students.

Fatelo perché questa esperienza vi cambia totalmente la vita. Tornerete in Italia che vedrete il vostro stesso paese in un modo diverso, vedrete tutto il resto del mondo in un modo diverso. E anche se ci sono tantissimi stereotipi sugli Americani, che non sono veri, fatelo comunque! Non fatelo solo per l’inglese ma anche per la vostra vita.

Saluta tutti i lettori del blog! 

People from all over the world: you have to check Stefano’s blog out! It’s not just a blog! It’s a collection of stories of life! And there is also an interview with me. Check it out and have fun during your experiences!

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A little boy in a big world by Stefano Chiaromonte

2 Pensieri su &Idquo;Francesco in Indiana

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